Questa una lettera che chi ha scritto ha voluto condividere con noi, quasi a trasformare la propria ferita in risorsa per altri, quasi a voler dar voce a quella giovane donna che allora non ne ebbe… L’interruzione volontaria di gravidanza, tema complesso e da sempre discusso, è stato spesso teatro e battaglia di altro senza capire, senza sapere quanto profondamente un aborto possa cambiare la vita di una donna. Spesso nel mio lavoro di psicoterapeuta ho dovuto cercare di lenire la ferita profonda lasciata da qualcosa che, anche quando la si decide, in vero la si subisce…Troppo spesso ascolto lapidarie sentenze da quanti pretendono da una donna una forza che non credo avrebbero loro stessi in una situazione analoga: non è facile decidere di tirar su un figlio da sole, a volte è assolutamente impossibile. Lapidarie sentenze che diventano pietre, macigni, in vite a volte spese interamente ad espiare, negandosi per sempre piacere, affetti, maternità…

Per anni mi sono ripromessa di scrivere
Scrivere qualcosa, qualsiasi cosa che raccontasse di me, del mio dramma, della mia infelicità
Scrivere, non so, un romanzo, un saggio, un simil-saggio, un racconto, un racconto breve, una pagina di diario, una lettera
Qualsiasi cosa che mi aiutasse a guardare da lontano ma molto nel mio profondo, in quella zona buia dove ho rinchiuso un dolore tanto forte da diventare insopportabile e perciò da tenere sotto vetro
Oggi sono serena, riesco a vivere le mie gioie, riesco a valorizzarle e a valorizzarmi, a dare ascolto alla mia “Bambina”, a fare il tifo per lei, e ad assecondarla nel suo desiderio di essere quello che è, senza giudizio e senza censura
Oggi ho consapevolezza di me stessa e mi riconosco il “diritto di…”
Ed è con questa consapevolezza che ti scrivo
Ti scrivo per darti contezza di quello che penso di te e di quello che mi hai fatto
Penso di te che sei stato un egoista e uno stronzo nel non riconoscerti responsabile del bimbo che sarebbe stato tuo figlio, oltre che mio, e quindi Nostro figlio
Uno stronzo nel dare per scontato che quello che andava bene a te poteva essere una soluzione per entrambi
Uno stronzo per avermi mandata da sola verso un evento che avrebbe cambiato la mia vita per sempre, che mi avrebbe resa fragile ed infelice
Stronzo nell’aver anteposto il tuo impegno al supporto materiale e psicologico che avresti potuto e dovuto riservare a me in quella situazione difficile
Stronzo, infine, per non aver preso nemmeno in considerazione l’idea di salvare quel rapporto, nel quale, con il passare del tempo, avresti potuto “Riparare” quell’orrendo errore che avevi commesso
Tu mi hai obbligata a vivere in assoluta solitudine e abbandono un momento drammatico nella vita di una donna
Mi hai condannata ad un senso di colpa infinito e castigatore che mi ha impedito di vivere con serenità il rapporto con altri uomini e con una quotidianità che per me non è mai più stata “normale”
Mi hai costretta a relegare la mia esistenza nel mondo dei “colpevoli” quasi fossi in una prigione invisibile dalla quale mi è stato impossibile fuggire
È tutto ciò mi ha portata alla fine ad una malattia del cuore, della mente e della “mia bambina”. Che ho tenuto dentro per anni fino a scoppiare per il peso della sopportazione
Oggi sento di dirti che ti considero responsabile di tutto questo e ti odio, di un odio silenzioso e pacato, privo di collera e per questo tanto più profondo, che non ammette perdono
Dio perdona, io sono umana
Ho realizzato nella mia profonda umanità che non meriti nemmeno più la mia tristezza
Vfc