Dopo l’allerta lanciato sui social della pericolosità delle ‘Gatte morte’, vorrei allertare tutti sulla pericolosità dei Culi secchi, donne manici di scopa, algide e scostanti non meno deleterie delle Fianchi tondi, donne grassottelle che nascondono dietro un aspetto gioviale e rubicondo la loro incapacità di frenare l’ingordigia, rose da un’invidia acrimoniosa per le linee snelle. Queste sono però battute dalle intellettuali, donne velenose e pericolosissime per la capacità di zittire e umiliare quanti non hanno il loro stesso livello culturale, seguono a ruota quelle umili, umili solo per condizione, sotto le ceneri nascondono armi segrete. Non meno deleterie sono le donne in carriera, capaci di passare sul cadavere delle loro madri, le mamme poi, in un’Italia a nascita sotto zero, hanno talmente tanta poca professionalità da fare richieste assurde per cercare di conciliare ruolo materno e lavoro mentre, quelle che a loro volta hanno deciso di sacrificare la maternità alla professione, sono isteriche ed arriviste. Vi sono poi quelle che la danno facile, vere piaghe della società, deleterie quasi quanto quelle che non la danno mai, neanche ce l’avessero d’oro. Ancora grande attenzione va posta verso quelle che hanno abdicato alla loro femminilità, invero non sanno cosa sia e nascondono sotto abiti sformati l’incapacità di esser donne, quelle che invece pongono attenzione alle loro mise, sono superficiali, vacue e senza contenuti. Certo un posto a sé ce l’hanno le labbra rifatte, gli zigomi improbabili e le tettone, dannose per la comunità quasi quanto quelle che dicono piacersi nonostante i grossi nasi che osano esibire sfrontatamente in pubblico. Non parliamo delle oche, seconde per fastidio, solo alle ricercatrici, e poi, quelle che fanno politica, petulanti e isteriche almeno quanto le casalinghe all’ora di pranzo… e poi le bionde naturali, idiote per antonomasia, battute solo dalle bionde ossigenate, e le brune e le ricce e le rosse. I tagli di capelli che sfoggiano e i colori, la dicono lunga sul loro vero essere, quasi quanto le unghia, queste, laccate o meno, corte o lunghe, svelano la personalità di chi le sfoggia più di ogni altra cosa, le corte sono di personalità sciatte, le lunghe pretenziose. Restano infine pericolose per età le anziane, si sa, gallina vecchia fa buon brodo e le giovanissime, egoiste e tracotanti dei loro pochi anni…Potremmo continuare all’infinito, rivolgerci al mondo maschile, a quello dei giovani, passare alle professioni, ai livelli socioculturali, ai paesi di provenienza, alle scuole frequentate, agli stipendi guadagnati sino al colore della pelle… Su basi del tutto irrazionali e illecite, continuiamo a creare categorie, anticamere di emarginazione e razzismo, continuiamo a insegnare intolleranza per il diverso da noi, cattiveria, maldicenza… perché mai? Quanto feriti, spaventati, arrabbiati siamo?
Vorrei spendere due parole sul pensiero quotidiano, Barlett (1958) definisce il pensiero quotidiano come quel tipo di pensiero che entra in azione nelle moltissime situazioni “problematiche” della vita di ogni giorno, in cui le persone, senza compiere alcuno sforzo per essere logiche o scientifiche, e trascurando le lacune delle informazioni a loro disposizione, intendono ugualmente prendere posizione, arrivare ad una soluzione. Le connessioni e il modo di colmare queste lacune vengono effettuati nella maniera in cui il soggetto pensa di attirarsi l’approvazione e l’accettazione da parte dell’ambiente. Una delle più importanti caratteristiche del pensiero quotidiano consiste nel fatto che, di fronte ad una situazione che richiede un giudizio o una previsione, esso trascura del tutto di compiere quelle accurate indagini sui vari elementi che vi entrano a far parte e che sarebbe necessario indagare per un giudizio ponderato. Basandosi su elementi insufficienti arriva ugualmente a rappresentarsi la soluzione del problema e la accetta come valida anche se in realtà, dato il modo col quale è stata raggiunta, essa non presenta alcuna garanzia di validità rispetto ad un’altra soluzione qualsiasi. Le situazioni sulle quali il pensiero quotidiano si pronuncia con una certa facilità e leggerezza sono, in genere, quelle in cui è difficile, se non impossibile, dare un giudizio ponderato. Un pensiero logico e razionale, conscio del problema, si asterrebbe dal proporre una soluzione che non potrebbe essere sufficientemente motivata. Nel pensiero quotidiano invece non vi sono processi elaborati tra i dati di partenza e le conclusioni così come avviene per il pensiero razionale. Per colmare il vuoto tra dati di partenza e conclusioni, spesso si fa riferimento a ricordi e esperienze personali, a situazioni analoghe che si presentano alla nostra mente, generalizzandoli. Le conclusioni sono accettate e asserite con convinzione, sono ritenute giuste, anche se è impossibile dimostrarne la validità. Un’altra sua peculiare caratteristica riguarda il ricorso ad elementi perentori quali “senza dubbio”, “naturalmente”, “sono certo che”, così che la conclusione, non potendo essere giustificata razionalmente, viene imposta con la forza dell’asserzione. Il pensiero quotidiano è quindi spesso il contrario del pensiero logico, che usa gli strumenti razionali, ma purtroppo spesso fa presa sugli ascoltatori, obiettivo che invero si prefissa.
Fuor dagli scherzi, l’unico vero allerta che mi sento di dare, è rispetto a questo tipo di pensiero e alle pesanti conseguenze che esso può arrecare…