Il diavolo non dice mai no, egli dice sempre domani… da L’avvocato del diavolo (Taylor Hackford dall’omonimo romanzo di Andrew Neiderman)

‘… Dai loro frutti li riconoscerete… Sia il vostro parlare si, sì; no, no; il di più viene dal maligno’ (discorso della montagna)… dunque se i frutti, il fare, contraddicono il dire, quel dire è diabolico.

Il guerriero è uomo di pace, di saggezza, parla con lingua dritta, il suo cuore, la sua mente e il suo spirito parlano la stessa lingua. Non si può imbrigliare il vento!’ (il percorso del guerriero sciamano)… le parole non proferite a lingua dritta, anche se fatte solo di aria, possono imbrigliare noi, che a parlare siano dunque i fatti, i frutti.

La devozione alla parola verace si fonda sull’essere radicati nella realtà invece che nell’illusione, nella verità afferrata con la saggezza invece che nelle fantasie ordite dal desiderio.’(la ‘retta parola dell’ottuplice sentiero buddista)… In quell’ordito di irrealtà, la nostra mente può perdersi, credere alle parole e rinnegare i fatti.

Bateson ritiene che all’origine della schizofrenia possa esserci una comunicazione basata sul doppio messaggio, l’arma potente della crudeltà mentale è il linguaggio ambivalente, psicologia e dottrine spirituali dunque combaciano: se guardiamo i frutti, signori, siamo nel mondo dell’illusione! Mentre sbandieriamo amore, inclusione, rete, nei fatti ci massacriamo, mentre sbandieriamo benessere, stiamo perdendo i nostri beni più grandi, la libertà e il tempo della nostra vita…mi ami? Lo sentirò nel cuore grazie alle tue azioni, questa è la società del benessere? Lo vedrò dal sorriso sulle labbra della gente che cammina per la strada…smettiamo di credere alle parole e pesiamo i fatti, che il nostro essere in pace, liberi, felici, sia il faro del nostro essere nel vero!