Mentre su Tuttoscienze de La Stampa, sulla base di diversi studi che sottolineano come la follia sia spesso il motore di chi arriva ai vertici del potere finanziario e politico, leggiamo che chi è psicopatico fa più carriera, Howard Gardner, il padre delle intelligenze multiple, afferma in un’intervista concessa al giornale spagnolo La Vanguardia, che ‘Una persona cattiva non diventerà mai un professionista.’ È possibile verificare, sostiene ancora questo studioso, che ‘i migliori professionisti sono sempre eccellenti, etici e si impegnano molto in ciò che fanno..’

Come in ogni cosa, i risultati di un’indagine dipendono dall’accezione che si da ai termini utilizzati e dagli indicatori che vengono scelti per definire il raggiungimento dell’eccellenza. Se i parametri usati per definire un eccellente professionista, saranno i risultati ottenuti in termini di visibilità sociale, probabilmente risulterà vera la prima ipotesi, di contro, se il parametro sarà la ricaduta in termini di benessere collettivo, sarà vero quanto sostiene Gardner.

‘Solo le brave persone possono diventare eccellenti professionisti. Quelle cattive, al contrario, non potranno mai esserlo, anche se possono acquisire grandi competenze tecniche, le persone cattive non riusciranno mai ad essere veri professionisti. Possono avere buone competenze tecniche, ma non saranno mai eccellenti, non si raggiunge l’eccellenza se non si pensa di superare la soddisfazione del proprio ego, delle proprie ambizioni e della propria avarizia. Se non ci si impegna in obbiettivi che vanno oltre le proprie necessità, che guardano alle esigenze di tutti. E questo esige etica. Senza principi etici, si può diventare ricchi o tecnicamente preparati, ma non eccellenti.’

Come è possibile dunque che la collettività riconosca meriti a quanti agiscono mossi da motivi egoistici piuttosto che a quanti lavorano per il bene comune? Ma è poi vero? Ancora dipende dai criteri adottati, il riconoscimento sociale si misura dai ruoli ricoperti, dalla visibilità, dal potere del ricatto che si può esercitare, o dalla stima e dall’amore di cui si gode? E’ il tempo che farà la differenza, i primi termineranno con l’incarico ricoperto, i secondi sfideranno gli anni. Se il criterio diviene l’amore, eccellente sarà chi dal mondo, per il suo amore e per la sua passione nel fare, è amato…

L’amore non fa male, lascia in piedi sempre, l’amore
non spoglia, non deruba
l’amore nutre
da gambe ed ali per andare
non lacci per restare
l’amore ama veder brillare
non spegne la altrui luci per potersi da solo mostrare
non ingoia, l’amore crea…