Oggi voglio raccontarvi la storia di Maria, è pigra, poco volenterosa e non ha voglia di imparare, a volte si è mostrata persino oppositiva, si, signora preside, si è ostinatamente opposta all’utilizzo del materiale scolastico d’uso e, quando proprio vi è stata costretta, ha utilizzato mille trucchetti, l’ho sorpresa più volte intenta a farsi suggerire da alunni molto più piccoli di lei. Si porta dietro bigliettini, schemi e non ha neppure il pudore di nasconderli, a scuola scrive e annota sui ‘pizzini’ e poi a casa magari si fa aiutare da qualcuno a metterli in bella, resta indietro persino nella trascrizione dell’assegno domestico, devi ripeterle le cose cento volte e cento volte le dimentica e quel che è più grave, è che le sembra normale e torna candidamente a chiedertele ancora e ancora. Non so che dire, a volte va proprio nel pallone, sembra non capisca niente, non saprei, è intelligente, ne sono certa, se solo si impegnasse, potrebbe fare molto di più, forse è troppo ansiosa, forse ha problemi familiari, o forse semplicemente è pigra e finge. In vero quando non è costretta a scrivere, vedesse la verve che caccia con quegli stessi alunni da cui un attimo prima si è fatta suggerire… Maria chi? Ma preside, Maria l’insegnante della III B, proprio non le riesce l’utilizzo corretto del registro elettronico, persino l’appello, lo fa su un registro cartaceo che pensi, furbacchiona, si è fatta fare a bella posta, e poi, con calma, se lo trascrive a casa… Signora preside, così non vale, i compiti in classe si fanno in classe!

Perdonate la parodia, non volevo essere irriverente, capisco molto bene la difficoltà di chi non avendo automatizzato determinate procedure, è costretto a fare contemporaneamente due cose entrambe pensate. E’ che in genere ci è difficile capire che cultura non è scrivere, leggere e fare di conto così come non lo è usare il digitale, questi sono mezzi di trasmissione culturale che qualcuno può aver difficoltà ad automatizzare, mezzi che spesso in qualche modo, inevitabilmente, ad essa si sovrappongono, ma cultura è quello che vi è sotto, è ciò che si trasmette. Una nozione non è un apprendimento, può definirsi apprendimento solo quello che modifica un comportamento, solo se dopo aver appreso quel determinato contenuto, saremo un po’ diversi, un po’ migliori.  Utilizzando un linguaggio grammaticalmente irreprensibile, sono state mandate a morte migliaia di persone, il digitale, la rete, il web è stato usato magistralmente per indurre più di qualcuno al suicidio. I mezzi, la tecnica, il tecnicismo, non sono l’obbiettivo, lo sono invece i contenuti. Possiamo pensare che non tutti sono portati per l’utilizzo degli stessi mezzi ma non per questo non sono portati per apprendere e imparare i contenuti? Oggi che il progresso ce ne da l’occasione, possiamo trasmettere le informazioni in modo multimodale e lasciare che ognuno utilizzi il sistema a lui più congeniali e, quando è necessario che usi lo stesso d’uso più comune, abbia del tempo in più e si avvalga di strategie compensative senza per questo essere penalizzato?

Diverso non è meno, è altro, ogni specificità, al pari di ogni medaglia, ha due facce, una è sempre una risorsa, forse Maria con i suoi alunni sa ben relazionarsi, forse è calda, accogliente e sa capire chi ha le sue stesse difficoltà ma con la letto-scrittura mentre è abilissimo nell’utilizzare gli strumenti digitali e glieli fa usare per imparare. Forse sa aggirare i loro ostacoli con mappe, schemi, registratori e quant’altro, concedendo loro tutti quegli ausili che possano aiutarli ad essere comunque degli ottimi studenti, forse Maria è una pessima digitale ma un’ottima insegnante!