Si, da quando pragmaticamente prima, sui dati della mia ricerca poi, ho formulato e verificato l’ipotesi che un percorso scolastico particolarmente frustrante potesse essere l’evento traumatico alla base della forte disistima di sé e della percezione scottante di inadeguatezza che caratterizzava vari quadri di disagio psicologico di un sostanzioso numero di miei pazienti, ho sentito l’urgenza di comunicarlo.
Aver svelato ai soggetti testati nel mio studio, l’antica radice di una così grande fragilità dell’Io, aveva consentito una forte accelerazione nel loro percorso terapeutico e io volevo che quante più persone potessero giovarsene. Così come volevo che ognuno potesse rendersi conto dell’enorme potere dell’istituzione scolastica e della necessità di difenderla e di investire sempre di più in essa, in risorse, figure specifiche, in ambienti e strutture adeguate. Questa stessa ricerca, come la maggior parte delle ricerche, nasce dalla scuola, dall’università…
Raccogliendo le storie del campione della ricerca, tutte diverse, capaci di mettere in luce le mille sfaccettature in cui questa problematica poteva declinarsi, ho sentito che dovevo dar voce a quanti un tempo non ne avevano avuta, perché finalmente potessero dare un nome a ciò che era rimasto per anni intrappolato nel loro inconscio come esperienza dolorosa e senza volto, così da potersene finalmente liberare. Di più, così che quella ferita potesse diventare risorsa per se stessi e per gli altri, perché il dolore sperimentato potesse trovare un senso più alto nell’evitare ad altri di sperimentarlo.
Così è nata la prima versione di ‘Banchi fuori misura’ ma ancora, forse troppo tecnica e scientifica, mi pareva non potesse valicare i confini degli specialisti, ne ho fatto dunque una seconda versione romanzata che ho deciso di pubblicare qui, sul mio sito, una puntata a settimana. Colgo l’occasione per ringraziare i tanti che l’hanno seguita e a loro volta divulgata. Ma ancora, non mi pareva abbastanza, molti mi chiedevano il cartaceo. Poi è successo, Elisabetta Olobardi di Libriliberi, l’ha letta, me ne ha proposto la pubblicazione e Banchi fuori misura è diventato un romanzo in carta e inchiostro reperibile nelle librerie, su Amazon e presso la casa editrice.
Venerdì 6 ottobre alle ore 17:30 lo presenteremo a Potenza, all’interno della settimana della dislessia, presso l’aula magna della sede universitaria di via Nazario Sauro… che dire, grazie! Sarà una grande emozione per tutti noi, per Rossella Grenci, Laura Pecoriello e Antonella Spota che hanno collaborato a testare i soggetti di cui nel romanzo si narrano le storie, per Enrico Ghidoni e Damiano Angelini dell’Arcispedale di Reggio Emilia che hanno collaborato all’elaborazione dei dati, per gli psicologi Marilena Bencivenga, Mimmo Maggi, Nadia Sanza e Giuseppe Ruggiero che hanno reclutato il campione di controllo, per i 34 protagonisti che potranno, seppure in incognita, ascoltare le loro storie dalle belle voci di Isabella Urbano e Tonino Centola, accompagnati dalle note di un bravissimo Aurelio Coviello, per Domenico Milito, Adriana Salvia e Lucia Serino che quella sera discuteranno del romanzo con il pubblico, infine per me, a quattro anni dalla pubblicazione della mia ricerca… perché i sogni si avverino, devono solo essere sognati caparbiamente a lungo…